Gruppo Universitari Ciechi e Ipovedenti

 

La lettera di seguito riportata è da considerarsi come la prima iniziativa pubblica del G.U.C.I. (Gruppo universitari ciechi ed ipovedenti).
Indirizzata alla Fondazione Bellonci in occasione dell'ultimo premio Strega essa, nelle nostre intenzioni, avrebbe dovuto essere letta durante la ripresa televisiva dell'avvenimento.
Ciò non è avvenuto, vuoi per la ristrettezza dei tempi intercorsi tra l'invio della stessa e la manifestazione, vuoi per il poco interesse che un simile documento ha riscosso negli organizzatori vuoi (e questa, forse, è la ragione determinante), per non destare nell'opinione pubblica adeguata sensibilità a questa tematica che, se affrontata con la dovuta serietà e attenzione, andrebbe a sconvolgere l'intero assetto organizzativo ed economico dell'editoria.

Abbiamo scelto di pubblicarla per coinvolgere, in materia, il maggior numero di persone e Favorire, così, una migliore integrazione sociale di chi hadifficoltà visive.

Si prega, pertanto, di darne la massima pubblicità, al fine di creare un movimento culturale capace di offrire un contributo di grande spessore a tutta l'opinione pubblica, ai dirigenti delle associazioni che si occupano delle problematiche visive e delle altre Istituzioni culturali e politiche, centrali e periferiche del Paese.

Chiunque sia interessato al problema, per informazioni o adesioni, può scriverci all'indirizzo guci@guciweb.org.

 

La cultura è per tutti?

Siamo un gruppo di giovani universitari con disabilità visiva che dal 1998 si incontra periodicamente per cercare di risolvere tutti i problemi legati alla nostra condizione di studenti disabili.
In particolare, riferendoci alla cultura e all'informazione, constatiamo con rammarico che, pur esistendo modalità e tecniche capaci di farci accedere al comune patrimonio del sapere, continuano a frapporsi ostacoli che, di fatto, ci escludono da questa realtà.
Domani mattina, chiunque, andando in libreria, potrà acquistare e godere dei libri vincitori di questa pregiata rassegna. Tutto ciò, dal punto di vista tecnico, sarebbe possibile anche per chi ha problemi di vista se solo, accanto alla versione cartacea del testo, ce ne fosse anche una su supporto informatico (floppy o cd).
Sappiamo bene quanto sia importante salvaguardare l'opera di chi scrive e dei suoi editori, per cui la nostra intenzione è di essere utenti in piena regola pagando, cioè, il dovuto in modo tale che anche il copyright venga debitamente salvaguardato. Non vogliamo, quindi, un'assistenza o una sorta di consenziente commiserazione. Vogliamo, piuttosto, un discorso di pari opportunità, che, per altro, non solo si rende possibile sul piano della realizzazione, ma che è già sancito da una legge dello Stato.
Ci rivolgiamo a questa importante tribuna, convinti che fra gli scrittori, gli editori e, in generale, tutti i cittadini cui sta a cuore questa manifestazione, possano comprendere la portata della nostra richiesta e di quanto essa sia giusta e coerente con i diritti di tutti. Ci auguriamo che in un futuro immediato si possa smettere di dedicare tempo, denaro ed energie inutili alla scansione dal cartaceo per ottenere un formato accessibile alle nostre possibilità che, per altro, è lo stesso che ogni autore presenta alla sua casa editrice.
Potremo mai sperare che un simile controsenso trovi adeguata soluzione?
Come tutto, anche il mercato dell'editoria non può che essere soggetto ad una evoluzione che veda protagonista la tecnologia per allargare le sue opportunità di fruizione e per trovare un numero sempre più vasto di consumatori; un mercato, insomma, per il quale, finalmente, la cultura sia davvero per tutti.
G.U.C.I. (gruppo universitari ciechi ed ipovedenti)
www.guciweb.org

 

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